Danilo Rea

Nato a Vicenza quasi per caso, Danilo Rea è romano, ma non d’adozione. È romano perché la sua storia in musica nasce a Roma, tra le pareti di casa sua, dove l’incanto per i vecchi vinili di Modugno è più forte, già da piccolissimo, di qualsiasi divertimento: il vero gioco è suonare il piano, il vero incanto è la musica, il vero sogno è la melodia, il vero abbandono è nell’armonia. E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e dove insegna nella cattedra di jazz fino al 2017.

Studi classici, rock e pop influenzano la sua formazione e convergono attraverso il jazz, la sua vera passione, in uno stile inconfondibile e unico composto di due ingredienti fondamentali: melodia e improvvisazione.

Appena maggiorenne esordisce con lo storico Trio di Roma con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto; parallelamente accompagna come pianista i più importanti cantautori italiani: Mina lo vuole prima ancora di Gino Paoli, ed entrambi gli restano fedeli negli anni, fino a oggi. Intanto collabora con Claudio Baglioni, Pino Daniele, Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano.

Il suo talento lo porta ben presto ad affermarsi anche sulla scena internazionale e a suonare al fianco dei più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Oxley, Joe Lovano, Gato Barbieri, Aldo Romano, Brad Mehldau, Danilo Pérez, Michel Camilo, Luis Bacalov.

Nel 1997, con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, fonda “Doctor 3”, il trio che per tre anni riceve il premio della critica come miglior gruppo jazz, e che per più di dieci anni lo porta a calcare i più importanti palcoscenici italiani e all’estero con esibizioni in Europa, Stati Uniti, Sudamerica e Cina.

A partire dal 2000 Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera.

Il suo primo lavoro da solista è “Lost in Europe” (2000) composto durante un tour in Europa; nel 2003 pubblica “Lirico”, in cui miscela lirica e jazz improvvisando sui temi operistici mettendone in luce la grande attualità. L’intenso rapporto con la musica classica, che prosegue tuttora, lo porta ad aprire il Festival di musica lirica internazionale “Festival del bel canto” con il concerto “Belcanto Improvisations”.
Seguono “Solo” (2006) e “Introverso” (2008), album in cui Rea si cimenta con composizioni inedite di piano solo, fino ad arrivare al pluripremiato “A Tribute to Fabrizio de André”, omaggio al grande cantautore e poeta italiano, inciso per la prestigiosa etichetta tedesca ACT nel 2010.

I suoi concerti di piano solo, con le sue improvvisazioni che spaziano su qualsiasi repertorio, conquistano le platee di tutto il mondo: oltre a essere il primo jazzista ad avere un concerto di piano solo alla sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica (nel 2003), nel 2006 è protagonista di un memorabile concerto al Guggenheim Museum di New York.
Successivamente, con “Concerto per Peggy”, in occasione del 60° anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, rende omaggio a Peggy Guggenheim con un recital pianistico che attraversa e celebra la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Nel 2009 si esibisce al Teatro la Fenice di Venezia e chiude la 68° stagione della Camerata Musicale Barese con un concerto al Teatro Petruzzelli.

Tra le sue collaborazioni più recenti, i lavori con Gino Paoli: già compagni di avventura nel progetto “Un incontro in Jazz”, il sodalizio artistico prosegue con l’album e il progetto live “Due come noi che…” (2012), “Napoli con Amore” (2013) e ``3`` (2017), un' omaggio alla canzone d'autore francese, edito sempre dalla Parco della Musica Records.

Nel 2014 Danilo firma le musiche per il film “Quando c’era Berlinguer” e nel 2015 quelle per “I bambini sanno”, entrambi per la regia di Walter Veltroni; nell’estate dello stesso anno viene presentato in anteprima mondiale a Umbria Jazz “…IN BACH?”, il progetto live a quattro mani con Ramin Bahrami, omaggio all’imponente eredità musicale di Johann Sebastian Bach che nel 2017 diventa un disco edito dalla DECCA, dal titolo ``Bach is in the air``.

Il 16 ottobre 2015 esce “Something in our way” (Warner Music Italy), nuovo disco in piano solo ispirato all’indimenticabile repertorio dei Beatles e dei Rolling Stones.

Dal 27 Aprile all' 8 Maggio 2016, attraverso il tour di Umbria Jazz in Cina 2016, i suoi concerti in piano solo toccano prestigiose venues ed importanti teatri nelle città di Pechino, Shangai, Qingdao e Canton.

Il 3 Novembre 2016 gli viene consegnato il prestigioso Premio Vittorio De Sica per la Musica, un riconoscimento che viene conferito a personalità di rilievo nel campo del cinema e delle altre arti, della cultura, delle scienze e della società per il complesso della loro carriera, o per meriti rilevati nel corso dell’anno.

Il 1 Dicembre 2016, a seguito del successo ottenuto dal tour di Umbria Jazz in Cina, gli viene conferito il Leone D'Oro, assegnato a personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo che si sono distinte nelle relazioni con la Cina, in occasione dei China Awards 2016 evento organizzato dalla Fondazione Italia Cina e da MF/ Milano Finanza con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Camera di Commercio Italo Cinese, la partnership della Camera di Commercio Italiana in Cina.

Il 4 Marzo 2017, presso l’Aula Magna di Palazzo Pietro Tiravanti, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, alla presenza del Direttore Generale del MIUR, gli conferisce il Diploma Accademico di Secondo Livello Honoris Causa in Nuove Tecnologie dell’Arte per il profondo impegno profuso nel diffondere l'arte della musica.

Nell' Aprile del 2018 viene pubblicata da Rai Eri la sua biografia, dal titolo “Il Jazzista Imperfetto”, scritta da Danilo Rea insieme a Marco Videtta.

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PROGETTI

PIANO SOLO

A TRIBUTE TO FABRIZIO DE ANDRÈ

“A TRIBUTE TO FABRIZIO DE ANDRÈ”

Il live interamente dedicato al cantautore genovese

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Andrea Sabatello

Sono trascorsi vent'anni dalla scomparsa di Faber e uno dei migliori pianisti di oggi, Danilo Rea, propone il suo personale omaggio, in un' interpretazione unica per piano solo.
Edito nel 2010 in un memorabile disco per la prestigiosa
etichetta Act, “A tribute to Fabrizio De Andrè” resta una tra le più originali, ma nel contempo sensibile e fedele, elaborazioni del prezioso lascito del cantautore genovese.
Il live rappresenta un’ occasione unica, per ascoltare la versione sempre rinnovata di brani celebri come La canzone di Marinella, La canzone dell’amore perduto, Via del campo, Girotondo, Inverno, Carlo Martello ritorna dalla
battaglia di Poitiers, Il Pescatore e Bocca di rosa. Il tributo arricchisce la struttura musicale delle canzoni di arrangiamenti inediti, spaziando dal jazz alla classica, dal gospel alla ballad.
Ora entrambi i mondi, quellodel jazz e quello della canzone d’autore, si fondono magicamente in questo tributo.
Il live interamente dedicato al cantautore genovese che morì prematuramente nel 1999 e che divenne famoso grazie alle innumerevoli canzoni che spesso riguardavano i soggetti marginali e i dimenticati della società, con testi che oggi
trovano posto nei libri scolastici.
Spogliate dal significato effettivo della parola, le canzoni di De Andrè diventano l’ideale ispirazione per la grande forza creativa di Rea che qui si muove fra brani intramontabili come “Bocca di Rosa”e “La Canzone di Marinella”, intense ballate struggenti (“Caro Amore”, “La Stagione del tuo Amore”), al blues e allo swing sincopato (“La Ballata Dell’Amore Cieco”) per arrivare persino a passaggi di puro free jazz (“Girotondo”).
Ne scaturisce un magnifico tributo alle canzoni di De André
traboccante di melodia e di tecnica straordinaria, un lavoro del tutto personale e originale e che offre l’opportunità al mondo di conoscere due dei più importanti artisti italiani:
Danilo Rea e Fabrizio De Andre

SOMETHING IN OUR WAY

“Something in our way”

Piano solo ispirato ai successi dei Beatles e dei Rolling Stones

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Andrea Sabatello

“Something in our way”, ovvero i Beatles e i Rolling Stones nell’universo jazz di Danilo Rea. I successi delle due band britanniche icone della musica pop e rock dagli anni ’60, uniti sul filo delle note del piano di Danilo alla memoria di tutti noi e racchiusi nel suo nuovo disco in piano solo, pubblicato per Warner Music Italy, disponibile dal 16 ottobre in tutti i negozi e negli store digitali.

Nell’album i brani di Lennon, McCartney e Harrison, da sempre riferimento musicale e colonna della formazione di Danilo, s’intrecciano con i pezzi di Jagger e Richards: “É stata una grossa sfida per me”, racconta. “Non é la prima volta che affronto il repertorio dei Beatles perché con le loro canzoni sono cresciuto e dal vivo li suono spesso”. “La cosa sorprendente”, prosegue, “è che lavorando a questo progetto mi sono avvicinato tantissimo ai Rolling Stones e suonando i loro brani che a pelle sento più vicini, mi sono reso conto di quanto siano potenti: una bella lotta ma alla fine credo di aver trovato una chiave di lettura che possa rendere onore a entrambi questi grandi gruppi”.

Nelle 16 tracce di “Something in our way”, le differenti vie musicali delle due formazioni convivono, si alternano e si uniscono nelle note di Rea, superando l’eterna dicotomia. Dalla melodia di Let it be, all’appassionata Angie, passando per il ritmo di Ob-la-dì Ob-la dà e l’energia di Jumpin’ Jack Flash, Danilo scompone, riarrangia e ricostruisce, fino a restituire la musica che si colora di nuove sfumature.

“In un lavoro in piano solo, la vera difficoltà è arrivare a esprimere con un solo strumento, e soprattutto senza la voce, la pressione di una band completa”, spiega. “Quello che ho cercato di trasmettere con questo disco è un senso di apertura verso tutto, perché in realtà la musica è una sola e alla sua base c’è la melodia: è fatta per generare emozioni e la chiave per arrivarci è tutta lì”.

Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera.

Così, con il suo talento capace di spaziare su qualunque repertorio, la sua sensibilità musicale, il suo estro gentile e la sua forza creativa, Danilo plasma la melodia schiudendo le porte a infinite possibilità che si aprono agli ascoltatori.

Il pianista ha presentato dal vivo i brani del disco con il concerto “Across my universe: My Beatles, My Stones”, con il quale ha inaugurato l’autunno musicale all’UniCredit Pavilion di Milano.

Uno show dinamico in cui l’improvvisazione è protagonista, proiettando gli spettatori in un mondo le cui strade sono ancora tutte da scoprire. “Io improvviso sempre durante i concerti, odio avere una scaletta”, racconta. “Nel live ci saranno le canzoni di Something in our way ma nulla è già deciso: per me un concerto è come un salto in un mondo che ti si apre strada facendo. È un po’ come raccontare una storia, cercando di costruirla parola dopo parola, e trovando spunti per reinventarla ancora, sempre viaggiando melodicamente sul filo dei ricordi comuni”.

Queste le prossime date live in calendario: 26 novembre Istanbul, 28 novembre Morbegno, 1 dicembre Perugia, 10 dicembre Brindisi, 31 dicembre Orvieto.

“Something in our way” – la tracklist: 1. Let it be (Lennon/McCartney), 2. You can’t always get what you want (Jagger/Richards), 3. The long and winding road (McCartney), 4. Street of Love (Jagger/Richards), 5. Here comes the sun (Harrison), 6. Angie (Jagger/Richards), 7. And I Love her (Lennon/McCartney), 8. Jumpin’ Jack Flash (Jagger Richards), 9. Yesterday (Lennon/McCartney), 10. Lady Jane (Jagger/Richards), 11. You never give me your money (Lennon/McCartney), 12. Wild horses (Jagger/Richards), 13. Ob-la-dì Ob-la dà (Lennon/McCartney), 14. Paint it black (Jagger/Richards), 15. While my guitar gently weeps (Harrison), 16. As tears go by (Jagger/Richards/Oldham).

IMPROVVISAZIONE DI PIANO SOLO

IMPROVVISAZIONE DI PIANO SOLO

Danilo si lascia trasportare dalle emozioni che percepisce dal Pubblico trasformandole in note

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Andrea Sabatello

ENSAMBLE

DOCTOR 3

``DOCTOR 3``

Danilo Rea - pianoforte Fabrizio Sferra - batteria Enzo Pietropaoli - contrabbasso

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Andrea Sabatello

Un grande successo di critica e di pubblico accompagna Doctor3 sin dall’esordio e per tutti i primi undici anni di vita.
I loro cd ottengono numerosi premi come miglior disco jazz (1998,1999,2001) e il gruppo si esibisce in Italia, dove in poco tempo diventa il beniamino
del pubblico jazz e non solo quello degli “addetti ai lavori”, ma anche in Europa, negli USA,in Cina, in Brasile e nel Nord Africa.
Ma come spesso succede,nel 2009, il gruppo si scioglie, un passaggio inevitabile, fisiologico e Doctor 3, pur avendo rappresentato un raro esempio
di longevità non sfugge a questa logica. La sosta, comunque,e a loro utile per ritrovare nuovistimoli e maturare nuove esperienze personali.
Nel 2014 Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, decidono di ritrovarsi per riprendere insieme il viaggio interrotto, con nuove idee,
nuovo entusiasmo, unendo il patrimonio di crescita individuale degli anni trascorsi in lontananza.
Esce quindi, a Giugno 2014 il nuovo cd di DOCTOR 3, dal titolo Doctor 3 (Parco della Musica Records, in associazione con Jando Music), seguito da un
tour in tutta Italia, con l’anteprima in concerto l’ 8 Giugno, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Questo nuovo lavoro discografico si colloca in una posizione innovativa rispetto ai precedenti, nonci sono più le imprevedibili scorribande musicali
da un brano all’altro, anche se questo procedimento creativo non potrà inevitabilmente mancare nelle performance live.
Quello che possiamo considerare costante, la cifra stilistica del gruppo da quasi vent’anni, è il repertorio, che conferma un' apertura a tutti i generi.
Tra i 12 brani scelti per il cd, c’è una netta prevalenza di derivazione anni ’60 e ’70: David Bowie, The Doors, Bee Gees, Beatles,Henry Mancini, Carole King, Leonard Cohen, e incursioni nelle origini del jazz con standard, di Irving Berlin. Il viaggio musicale di Doctor .3 continua e le storie da raccontare sono ancora molte.

DUE COME NOI CHE

``DUE COME NOI CHE....``

Gino Paoli & Danilo Rea

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Andrea Sabatello

Prosegue il successo dal vivo di Gino Paoli e Danilo Rea, ed il loro spettacolo “Due come noi che…”, un concerto unico, a base di voce, pianoforte e improvvisazione.
Un prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale, con una scaletta aperta che spazia tra le canzoni più amate di Gino, chicche dei cantautori genovesi, l’omaggio alla musica napoletana e a quella francese.
Il concerto sarà anche l’occasione per gli spettatori di avere anche un assaggio dal vivo dell'ultimo lavoro discografico di Paoli e Rea, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sperimentazioni musicali: Gino e Danilo sono infatti al terzo capitolo della loro avventura musicale in duo - dopo i fortunati “Due come noi che” e “Napoli con amore”, è di ultima uscita “3”, dedicato ai capolavori della musica francese.
Il loro live ha già collezionato numerosi sold out nei concerti sui palcoscenici più prestigiosi in Italia e all’estero, incantando ed emozionando il pubblico ogni volta. Un successo che di certo non stupisce dato il calibro degli artisti on stage: la voce e il carisma di Paoli, uno dei più grandi autori e interpreti della canzone nostrana, affiancata da uno dei più lirici e creativi pianisti riconosciuti a livello internazionale come Danilo Rea.
Anche per la prossima stagione i due saranno impegnati con un ricco calendario di concerti a base di voce e pianoforte, con una scaletta che si rinnova di spettacolo in spettacolo con le canzoni più amate di Gino, da “Averti addosso” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Perduti” passando per “La gatta” e “Come si fa”, insieme a chicche dei cantautori genovesi, che per Gino sono gli amici di una vita: “Canzone dell’amore perduto” e “Bocca di rosa” di De André, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Vedrai Vedrai” di Tenco e “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi.

REA / RAVA

ENRICO RAVA E DANILO REA DUO

IN COLLABORAZIONE CON MGM PRODUZIONI MUSICALI

Rava - Rea
Andrea Sabatello

Incontro in musica ad altissimi vertici quello tra Enrico Rava e Danilo Rea.
Nel corso degli anni avevano già collaborato in diverse occasioni, sia in duo che in gruppo e indimenticabile rimane un tour europeo con “ Complete Reunion” ,
un gruppo che comprendeva Gato Barbieri, Ben Street e Clarence Penn, oltre ovviamente ai nostri due eroi.
Recentemente Enrico e Danilo si sono incrociati all’aeroporto di Londra e nell’attesa di prendere il volo per Roma, chiacchierando del più e del meno,
hanno deciso di dare vita ad un nuovo sodalizio con un repertorio che tenesse conto di quelli resi celebri di Chet, di Miles, di Joao.
Eccoci pronti ad ascoltare brani indimenticabili nella interpretazione raffinata, intensa e mai banale di due maestri del jazz.

REA / SERVILLO

``NAPOLI E JAZZ``

Beppe Servillo e Danilo Rea

Foto Rea_Servillo
CREDITS

Un tributo alla tradizione napoletana, un viaggio in duo tra le perpetue trame della canzone partenopea, dove le melodie dei compositori più celebri rivivono
nell’appassionata interpretazione di Peppe Servillo e nelle accese note del pianoforte di Danilo Rea.
I poetici testi di Murolo, Bovio, Carosone, quelli evocativi di Je Te vurria Vasà, Reginella, Era De Maggio, si uniscono all’improvvisazione e all’emozione del momento con eleganza jazz, senza tralasciare una doverosa citazione al grande Modugno ed altri memorabili autori. Danilo Rea è uno dei pianisti jazz italiani più apprezzati al mondo, protagonista di progetti e performance che sono già nella storia del jazz. Vanta collaborazioni con i più grandi solisti statunitensi come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano, Art Farmer.
Danilo Rea si pone al servizio della musica con apparente straordinaria semplicità, caratteristica che distingue i più grandi artisti. Peppe Servillo è cantante, autore di colonne sonore, di canzoni interpretate da Fiorella Mannoia e Patty Pravo, nonché attore cinematografico e teatrale. Autodidatta, debutta nel . 1980 con gli Avion Travel. Dal 2005 è il frontman del progetto speciale «Uomini in Frac», un concerto omaggio a Domenico Modugno rivisitato in chiave Jazz. Nel progetto sono coinvolti alcuni dei più grandi jazzisti italiani, tra cui
Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Gianluca Petrella e Marco Tamburini

REA / BAHRAMI

`` Bach is in the Air ``

Ramin Bahrami/Danilo Rea

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Andrea Sabatello
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CREDIT

Nell’imponente eredità musicale di Johann Sebastian Bach, la produzione per tastiera occupa una posizione di assoluto rilievo, sia per il suo valore intrinseco, sia per il suo ruolo storico. Negli anni successivi alla sua scomparsa, infatti, della musica bachiana si persero quasi completamente le tracce. Anche se oggi ciò può apparire anomalo, bisogna dire che si trattava di un fenomeno comune (ce lo dice l’inesauribile movimento delle esecuzioni filologiche). Gran parte della musica era scritta, fino al XVIII secolo, per contesti locali e occasioni specifiche; pertanto era raramente stampata e tramandata: non era cosa di cui darsi pena; se ne sarebbe scritta altra, nuova, dal gusto più aggiornato.

Ecco perché i brani che entrano a far parte di questo progetto sono stati per lungo tempo oggetto di studi filologici da parte del Bach Archiv di Lipsia (che li possiede tutt'ora); la complessità polifonica non lascia più dubbi sull'attribuzione di codesti brani. Meno eseguiti di tante altre opere, ma ricchi di spiritualità.

Il progetto consiste nel dare nuova linfa e vitalità ad un repertorio di dubbia attribuzione che, però, considerandone l'estetica, la struttura e lo spirito, io certamente attribuisco a Bach. Senza questa ``riscoperta``, queste splendide pagine rimarrebbero sugli scaffali polverosi degli archivi. Abbiamo il dovere morale di restituire questi tesori all'umanità e liberarli dalla vincolante prassi esecutiva che ne ha fatto dei brani incompresi e dimenticati svuotandoli della loro originalità. L'unione della musica classica con il Jazz del maestro Danilo Rea può veramente essere un faro per le nuove generazioni, rendendo più accessibile il mistico mondo bachiano.

È forse per essere il compendio di un’intera epoca musicale e il frutto di un estro compositivo ineguagliabile, che la produzione di Bach si pone ancora oggi come un momento centrale della cultura musicale occidentale. Le incertezze cronologiche non fanno che rendere più affascinante la costruzione di percorsi di scoperta e ascolto sempre nuovi, dai molti possibili profili. Essa si pone ancora oggi come un monumento aperto, dialogante, la mille volte evocata cattedrale di suoni: al visitatore il compito di entrarvi però con piedi leggeri e disposizione gioiosa.

Elenco Brani

Fantasie und Fuge in a-Moll (BWV 944)
Präludium und Fuge h-Moll (über ein Thema von Thomas Albinoni) BWV 923 und 951)
Fantasie und Fuge a-Moll (BWV 904)
Fuge h-Moll (BWV deest)
Fuge c-Moll (BWV deest)
Fuge C-Dur (BWV deest)
Largo und Allegro (BWV 111)
Contrapunctus alla Decima. B A C H (BWV Anh.109)
Fugue c-Moll (BWV Anh. 110)
Fugue in c-Dur (BWV Anh. 108, Fassung a / Version a
Drei Fugen ueber B A C H: 1)Fuge C-Dur (BWV Anh.107)
Fuge es-Moll (BWV Anh102)
Fuge d-Moll (BWV Anh. 99)
Fuge d- Moll (BWV Anh. 98)
Fuge c-Dur (BWV 90)
Fuge C-Dur (BWV 89)
Fantasie C-Dur (BWV 87, erste Fassung / first version)
Fantasie C-Moll (BWV 86)
Gigue G-Dur (BWV 81)
Suite F-DUr (BWV 80)
Fugue e-Moll (BWV 960 fragment)
Fugue e-Moll (BWV 945)
Fantasie g-Moll ( BWV 920)
Präludium und Fuge B-Dur ueber den Namen Bach (BWV 898)
Fuge a-Moll (BWV 897/2)
Sarabande g-Moll (BWV 839)

Brani Famosi

Aria sulla quarta corda
Primo preludio e fuga dal clavicembalo ben temperato
Secondo tempo dal concerto in Fa minore BWV 1056
Bach/Siloti: Preludio in Si minore